martedì 4 marzo 2014

Roadshow per l'internazionalizzazione delle PMI: ci vediamo il 24 marzo a Milano

Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri. Uno slogan per comunicare alle nostre aziende il Road show per l'internazionalizzazione delle imprese, un'iniziativa che vede per la prima volta insieme tutti i soggetti - pubblici e privati - del Sistema Italia, impegnati in un'azione congiunta di medio termine su tutto il territorio nazionale. 

Pianificato dalla Cabina di regia per l'Italia internazionale, il Road show per l'internazionalizzazione delle imprese è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre all'ICE-Agenzia, a SACE e a SIMEST, l'iniziativa si avvale dell'intervento di Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese Italia e Alleanze delle Cooperative Italiane. Alcune tappe del Road show vedranno, inoltre, la partecipazione di Finest, di Confagricoltura e di altri organismi che operano a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese. 

A seguito delle prime due tappe di Biella e Bari (già concluse) e della prossima di Milano del 24 marzo, le città coinvolte nel Roadshow saranno: Ancona, Mantova, Reggio Emilia, Perugia, Napoli, Bologna, Roma, Padova, Cagliari, Genova, Monza, Catania, Cremona, Udine, L'Aquila, Reggio Calabria, Potenza. 

Ciascun evento si aprirà con una sessione plenaria, che vedrà l'intervento di esperti nel settore dell'internazionalizzazione, che illustreranno opportunità e strumenti per accedere ai mercati esteri. Le imprese, in base a un calendario prestabilito, potranno poi incontrare, nel corso della giornata, gli specialisti di settore per la messa a punto di piani di internazionalizzazione. 

lunedì 3 marzo 2014

2014: il PIL polacco in crescita del 3%

La Commissione Europea ha innalzato le previsioni di crescita di 0,4 punti percentuali.

Dopo una brusca frenata nel biennio 2012-2013, l'economia polacca dovrebbe tornare a crescere quasi ai livelli pre-crisi.
La Commissione Europea ha innalzato le stime di crescita per il 2014 fino al 2,9%. Non c'è dubbio ora che la Polonia sia l'economia più performante dell'Unione Europea.

La domanda interna dovrebbe superare le esportazioni nette, la disoccupazione e l'inflazione dovrebbero restare contenute e, nel biennio 2014-2015, le esportazioni rinvigoriranno gli investimenti privati. In particolare i dati sulla domanda interna proseguono su ritmi che non hanno uguali nell'Unione Europea: le previsioni di chiusura per quest'anno danno un 2,5 % e 3,2 % nel 2015.

 La causa della brusca frenata dell'economia del Paese nel biennio appena trascorso, riflette un crollo dei prezzi dell'energia, un aumento dell'inflazione oltre la soglia ottimale del due percento e un rapporto deficit/PIL ben oltre quello consentito dall'Unione Europea (4,4%).

Fonte: http://www.wbj.pl/article-64903-ec-raises-polands-gdp-forecast-to-29.html?typ=pam

La Polonia è il Paese più business-friendly dell'area Eurasiatica



Espansione del mercato e miglioramento delle infrastrutture. Queste sono le ricette, secondo Bloomberg, che stanno contribuendo a fare della Polonia il mercato più performante d’Europa. E’ la 26a potenza industriale del mondo.
Un Paese proveniente da un passato comunista, che oggi conta quasi 40 milioni di abitanti, e che ha retto egregiamente (meglio della Germania!) la crisi del debito esplosa nel 2008. Aiutata dai fondi europei EU-28 complessivamente per 80 miliardi di dollari, utilizzati per rinnovare le infrastrutture.
Roman Rewald, partner di Weil, Gotshal & Manges LLP e membro della Camera di Commercio Americana a Varsavia, ha dichiarato recentemente che fino a poco tempo fa gli investitori stranieri preferivano altri Paesi alla Polonia, ora il Paese di Chopin ha colmato questo gap.
Lo złoty è la quarta moneta più performante in Europa e la quinta al mondo e questo attutisce molto i salari bassi (un terzo di quelli tedeschi), che tuttavia sono adeguati al costo della vita. Le infrastrutture nel Paese sono ottime: la rete autostradale è triplicata dal 2007, grazie anche agli investimenti di Autostrade S.p.A. e sono le migliori dell’Europa orientale. Certo, la popolazione, quanto Repubblica Ceca, Ungheria e Romania messe insieme, gioca un ruolo fondamentale, e ha superato Paesi come Portogallo, Lussemburgo, Nuova Zelanda e Irlanda.
La burocrazia e un sistema legale complicato continuano ad essere i maggiori problemi del Paese, ma è in buona compagnia, visto che anche Italia e Germania devono combattere con una tassazione elevata e regole che spesso rasentano i limiti dell’assurdo.
Bloomberg identifica i migliori Paesi in cui fare business in base a sei indicatori che costituiscono il trade climate, tra cui vi sono il livello di integrazione economica, i costi del fare impresa, incluse materie prime e lavoro e la capacità di spostamento dei beni. Altri fattori intangibili sono il rispetto dei diritti di proprietà, la corruzione e il mercato interno.

Business con Copernico cambia volto

Cari lettori,
per rendere questo blog più accattivante ho deciso di fargli cambiare volto e anche tema. BCC diventerà un blog dedicato all’internazionalizzazione d’impresa in tutti i suoi aspetti. L’orizzonte di molte imprese è oggi il mercato unico europeo. Internazionalizzare non significa delocalizzare, ma espandersi. Espandersi in Europa, rendersi competitivi sarà la sfida delle aziende di casa nostra per i prossimi 10-20 anni. 
L’internazionalizzazione è anche un appetibile sbocco lavorativo: interpreti, consulenti business, lead generator, consulenti finanziari…chi esce dall’Università con una laurea ad indirizzo linguistico o manageriale può trovare lavoro in questo vastissimo orizzonte.
Stefano